Si inizia così. Ci si incrocia per caso. Magari sul web.
Si scambiano idee, ci si confronta, si inizia ad organizzare eventi. E si finisce per disegnare insieme orizzonti.
Un costante work in progress, quello che abbiamo iniziato qualche anno fa, che abbiamo fatto diventare realtà associativa nell’estate 2016 e che non abbiamo alcuna intenzione di fermare.
Ci piacciono i progetti. Non quelli campati in aria: quelli condivisi, discussi, messi su carta e poi realizzati.
Ci piacciono i cantieri aperti. Ma giusto per il tempo necessario a consegnare i lavori definitivi.
Ci piace, soprattutto, trasformare gli incontri in condivisioni di percorsi. In incroci, appunto. Che possono partire social, ma devono diventare sociali.
Benvenuti, allora. Se siete arrivati fin qui significa che possiamo continuare a progettare insieme.

Iniziare a incrociare e non fermarsi più. Lavorando su progetti sempre nuovi. Progetti che camminano con le persone. Progetti che sono le persone e le realtà positive dei territori con cui costruiamo ogni nuovo percorso. Progetti che guardano nella stessa direzione.
Progetti che chiamano altri progetti. E che sono basate sulle persone: individui che incrociandosi costruiscono insieme percorsi.
Gli incroci cui tendiamo sono il disegno di una nuova identità culturale, con un unico orizzonte condiviso. Per fissare punti fermi capaci di segnare un percorso. Oggi più urgente di sempre.
